venerdì 31 ottobre 2008

La densità di un "questo" durante la crisi finanziaria

Ho guardato ammirato la pubblicità di una Banca di questi giorni: è qualcosa di incredibile e se avessi tempo, la cercherei su Youtube per linkarla al post. Protagonista della scena è l'immancabile amministratore delegato che, con voce suadente e fare rassicurante, non si sottrae al compito - potremmo dire storico - di fare riferimento alla crisi delle banche, ma soprattutto degli organi di controllo che hanno avuto l'intuizione (autonoma?) di decretare reale ciò che invece era puramente virtuale (sulla base di complicatissimi modelli matematici, a lungo studiati in master etc. e ora diventati completamente obsoleti: occorrerebbe riflettere di più su questo aspetto).
Comunque la pubblicità funziona così: un rapido riferimento alla crisi, con volto serio, una pausa musicale e... lo sguardo trionfante dell'Amministratore che sicuro annuncia: "Questo è quello che stiamo facendo!".
Al che tu che guardi ti senti scemo, perchè pensi di non essere riusicito a capire, di aver perso qualcosa, o ti senti colpevole con l'idea di esserti ingiustamente rinchiuso in te stesso, mentre nella realtà esterna si stavano delineando eventi di portata storica.
Ma poi effettivamnte capisci che davvero tutto sta in quel "questo", assolutamente densissimo, in cui l'implicito coincide con l'esplicito, e non c'è bisogno di dire altro. Fino allo slogan finale: "una banca tutto intorno a te..."- Eh già: siamo circondati!

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