C'è qualcosa di appassionante negli editoriali di Pierluigi Battista: si ha sempre l'impressione che accada una sorta di miracolo, leggendoli; non importa se la storia presenta risvolti positivi o drammatici. Ogni volta si assiste al prodigio della conferma delle impressioni di fondo e delle analisi già da tempo coltivate (da Battista). E', in sostanza, il miracolo della storia che si conforma all'ideale, senza però la pretesa che il reale sia anche razionale: no spesso non lo è, e anche questo P. Battista, naturalmente, lo sa, anzi lo sapeva.
Così, non si può non rimanere sconcertati quando Battista nota che a sinistra finalmente si è rotta la diga sulla questione della giustizia e qui il miracolo è addirittura doppio: perchè c'è la conferma dell'intuizione, naturalmente, ma anche perchè l'analisi chiarisce come tutti noi avessimo sbagliato a interpretare il ruolo del Corriere in questi anni sulle vicende travagliatissime giustizia-politica. Così, Battista può correre alla conclusione, trovando conferma della razionalità dell'appoggio del Corriere a Veltroni (dopo aver offuscato sistematicamente altri possibili e forse più indipendenti leaders - dai tempi della vicenda Telecom 1998, per intenderci), il quale sarebbe il principale fattore di demolizione della citata diga. Peccato dimentichi, Battista, che proprio Veltroni ha voluto allearsi con Di Pietro, ovvero la diga stessa in persona.
Ma, per carità, ciò che a noi sembra una svista, ha sicuramente una spiegazione razionale di cui leggeremo, in un tempo sconosciuto, sul Corriere.
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