domenica 31 agosto 2008

“Qualcuno era comunista” e adesso è Max Pezzali

“Qualcuno era comunista” è il titolo di un bellissimo monologo di Giorgio Gaber del suo Teatro-Canzone ed è nello stesso tempo un ottimo spunto per comprendere la situazione attuale, per la volontà stessa del suo autore di fare - per così dire - il punto. Sono tanti i motivi per cui secondo Gaber, “qualcuno era comunista”, in un crescendo di ragioni sempre più divertenti e profonde, sino ad arrivare alla amara, triste e in fondo, insopportabilmente cinica, considerazione finale. Ora, mi sto chiedendo in questi giorni che cosa avrebbe detto Gaber (un verso straordinario del suo monologo è: “qualcuno era comunista perché era talmente ateo che aveva bisogno di un altro Dio ”) a proposito di quanto è accaduto di quella Festa che era di quelli che erano comunisti, e che avevano dalla loro parte (non si sa quanto innocentemente) il teatro, la cultura e anche la musica (tutte realtà che secondo Gaber “esigevano” che si fosse comunisti).
Ebbene, il punto è che siamo passati dal disprezzo di Gaber per l’“uomo inserito con il suo squallore quotidiano” - ancora un verso della canzone - alla notizia che chi era comunista ha invitato alla Festa dei Democratici-fu-Festa-dell’Unità Max Pezzali e i Pooh. Insomma, pare di capire che “qualcuno era comunista” e oggi è Max Pezzali. Alla faccia della critica all’uomo inserito!, per non dire poi dell’apporto della cosiddetta cultura popolare-cattolica che, imponendo il ripudio del nome Festa dell’Unità - che tra l’altro proprio in questo frangente avrebbe avuto un suo nuovo senso - ha portato in dote in cambio, al posto di De Gregori, Guccini ecc., il suddetto Pezzali Max (quello del "bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto") e gli attempati Pooh. Auguri!

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